Gubbio, Umbria
Gubbio: il “grigio” che incanta
Gubbio, definita come “città grigia”, ha questo soprannome certamente non per il fumo dell'inquinamento, che in questa zona è ai minimi livelli, né per il carattere poco socievole dei suoi abitanti, che invece sono affabili e cortesi, ma per il colore compatto e uniforme dei blocchi di calcare con cui è costruito questo splendido borgo.
Il viaggiatore e scrittore Guido Piovene, proprio per il carattere omogeneo e lineare di questa terra, la definì una “monotonia sublime”, un paesaggio dalla fisionomia ripetitiva ma comunque meravigliosa. Gubbio è uno degli insediamenti umbri più antichi, feudo dei Montefeltro e dei Della Rovere nel periodo delle Signorie, nei secoli ha conservato gelosamente il suo aspetto medievale riflesso sia nella fisionomia degli edifici che nella struttura delle strade. La cittadina è formata da cinque vie parallele situate a diversi livelli e collegate tra loro da gradoni, vicoli e scale; può sembrare una struttura vagamente “labirintica” ma in realtà qui è veramente difficile perdersi.
Un tour tra i monumenti e le leggende di Gubbio
Un giro tra i palazzi e i monumenti di Gubbio parte senz'altro da Piazza Grande, cuore pulsante della città da cui è possibile godere di uno splendido panorama, sulla quale si affacciano il maestoso e austero Palazzo dei Consoli e, di fronte, il Palazzo Pretorio. A pochi passi da qui si trova il
duecentesco Palazzo del Capitolo dei Canonici, sede del Museo Diocesano: qui, anche senza entrare, facendo capolino da una grata, è possibile ammirare una botte del Cinquecento che poteva contenere fino a ben 387 barili di vino, che corrispondono alla straordinaria capienza di 200 ettolitri. Il Duomo di impronta gotica a ridosso del Museo, è situato di fronte al Palazzo Ducale, con il suo bel cortile porticato. Questa struttura, di origine longobarda, è stata riconsiderata in stile rinascimentale nel XV secolo e attualmente ospita un interessante museo storico in cui però non vi sono arredi e soprammobili autentici, tra cui il prestigioso studiolo quattrocentesco, in legno intagliato e intarsiato, del Duca Federico di Montefeltro, che invece è situato al Metropolitan Museum di New York. Continuando la vostra piacevole passeggiata vi ritroverete lungo via Baldassini dove potrete apprezzare gli edifici con la caratteristica “porta del morto”: un'angusta apertura a strapiombo, situata più in altro della porta principale, dalla quale secondo la leggenda si facevano passare le bare dei defunti. In realtà, probabilmente, queste aperture esterne mettevano in comunicazione, tramite una scala, la bottega del piano inferiore all'abitazione del piano superiore e di notte, per motivi di sicurezza, la scala era rimossa. Non potete perdere la visita alla Chiesa di Santa Maria dei Servi dove, grazie ad alcuni recenti lavori, è venuto alla luce il Cristo risorto tra Sant'Ubaldo e San Francesco. Il restauro ha consentito di individuare lungo il bordo del piviale la firma dell'artista che sembra riconducibile a Raffaello.
Gubbio: eventi tra sacro e profano
Gubbio è famosa per due caratteristici eventi religiosi: la tradizionale Corsa dei Ceri, manifestazione dalle origine antichissime che si rinnova ogni 15 di maggio, e l'episodio di San Francesco che placa il lupo. I Ceri sono tre alti e pesanti manufatti lignei sovrastati rispettivamente dalle statue di S. Ubaldo, S. Giorgio e S. Antonio Abate. I ceraioli portano a spalla questi manufatti percorrendo di corsa le vie della città fino al raggiungimento della basilica di S. Ubaldo. Nel posto dove il santo di Assisi incontrò l'animale, si erge invece la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, popolarmente detta Vittorina, mentre la seconda Chiesa di San Francesco, detta anche “dei muratori”, è quella dove il lupo, una volta ammansito, trovava rifugio per trascorrere la notte. La duecentesca chiesa di San Francesco, con un portale gotico sovrastato da un rosone, custodisce al suo interno bellissimi affreschi che illustrano la vita del santo e di Maria. La Chiesa Vittorina è il punto di partenza del Sentiero
Francescano della Pace che unisce Gubbio e Assisi seguendo il percorso che Francesco effettuò numerose volte. Questo tragitto include l'Abbazia di Vallingegno, il centro medievale di Valfabbrica, la Pieve di Coccorano e infine la Pieve di San Nicolò. Appena fuori le mura di Gubbio, vale la pena fermarsi al Teatro Romano, in grado di ospitare fino a settemila spettatori, utilizzato attualmente come arena estiva in cui vengono rappresentati per lo più testi classici. Tra gli altri eventi ricordiamo il folcloristico Palio della Balestra che si tiene l'ultima domenica di maggio: i balestrieri eugubini e di Sansepolcro, con i costumi d'epoca, danno il via nello scenario di Piazza Grande, alla competizione sportiva. Vi segnaliamo inoltre nel periodo natalizio la possibilità di ammirare l'Albero di Natale più grande del mondo, illuminato dal 7 dicembre al 10 gennaio, “disegnato” sulle pendici del monte Ingino da 800 fonti luminose e 20 km di cavi elettrici.
Artigianato e gastronomia: le sorprese di Gubbio
Le attività artigianali che hanno un notevole rilievo a Gubbio sono senz'altro quelle che riguardano la lavorazione della ceramica, del legno e del ferro battuto. Hanno tradizioni antichissime, si pensi infatti che la ceramica ebbe il suo maggiore sviluppo già tra la fine del XV e la metà del XVI secolo in corrispondenza della florida attività della bottega del famoso lustratore Mastro Giorgio Andreoli. Per quanto riguarda il mangiar bene, la cucina eugubina si serve unicamente di genuini prodotti tipici locali come la cacciagione, le carni da pascoli montani, gli insaccati, i formaggi e le insalate campagnole. I primi piatti sono preparati alla vecchia maniera, con ricette semplici ma gustose, su cui si diffonde l'inconfondibile aroma del tartufo bianco e nero. Non lasciatevi sfuggire il piacere di mangiare in uno dei tipici e accoglienti ristorantini della zona.