Bevagna, Umbria

 

Un angolo di medioevo conservato nel tempo

Nonostante Bevagna conservi, come molti paesi dell'Umbria, la tipica impostazione del borgo medioevale, la sua origine romana è viva e presente nei resti della città.

Nella parte alta del paese sono concentrate le principali costruzioni romane, come l'antico tempio, posto nei pressi del foro. Poco distante dal tempio, si trova il “frigidarium” decorato con delle tessere bianche e nere che formano il mosaico dai temi acquatici. Il “frigidarium” è ciò che resta del bellissimo edificio termale edificato in questa zona della città dalla popolazione romana. Ma il reperto più interessate di tutto il “periodo romano” è sicuramente il particolare teatro, che ha determinato anche la posizione delle case costruite sopra i resti ritrovati durante gli scavi. Il passaggio di Bevagna nell'età medioevale è ben sintetizzato nell'architettura della piazza, in cui si raccolgono gli edifici dell'antico potere. Le stradine del paese che, seguendo il naturale andamento del declivio, conducono in questo centro armonioso, accolgono le botteghe degli artigiani del luogo. La tradizione artigianale dei borghi medioevali si è tramandata nel tempo a Bevagna, regalando a questo paesino umbro un sapore antico che si sposa alla perfezione con il presente. Proprio per sottolineare il robusto legame di questa terra con il suo passato, ogni anno nell'ultima decade di giugno, si svolge il “Mercato delle Gaite”. La manifestazione consiste nell'allestire in pieno stile medioevale alcuni quartieri di Bevagna, con tanto di artigiani che svolgono gli antichi mestieri, mentre per tutto il paese si svolgono gare di abilità. Nella giornata conclusiva della manifestazione, si ridà vita al mercato medioevale e, per concludere alla grande il ritorno al passato, si passa all'incoronazione della “Gaita” (quartiere) che meglio si è distinto nelle varie gare della gare.

 

In giro per il centro di Bevagna

Le costruzioni più belle di Bevagna, sono tutte raccolte sui lati della piazza, come succede spesso nei paesi in cui siano ancora visibili le impostazioni medioevali. Uno dei palazzi più belli di Bevagna, è il Palazzo Consoli: all'interno del quale è ospitato il teatro Torti. Il teatro è abbellito dalle decorazioni dei maestri Piervittori e Bruschi, che hanno saputo dare al teatro un'atmosfera molto particolare. Sempre sulla piazza, poco distante dal Palazzo Consoli, si trovano tre bellissime Chiese. La prima, in stile romanico, è dedicata a San Silvestro, la cui facciata rimasta incompiuta, si lascia comunque apprezzare per la delicatezza dei fregi che decorano il portale.

La seconda, con la facciata decorata con capitelli e intitolata a San Michele Arcangelo, ha al suo interno un Crocifisso risalente al 1400, sul quale si possono osservare le sagome in legno di S.Giovanni, di Maria Maddalena e della Madonna. Poco più in là, sempre sulla piazza, si trova la Chiesa di S. Domenico e Giacomo costruita sui resti dell'oratorio donato al Beato Giacomo Bianconi, in seguito alla sua opera di ricostruzione di Bevagna dopo l’assedio di Federico II. La Chiesa di S. Domenico e Giacomo è abbellita da altari del settecento e dipinti dell'artista locale del 1500, Ascensidonio Spacca, meglio conosciuto come “Il Fantino”. Molto bello è anche il chiostro, decorato con scene ispirate dalla vita del Beato, o la scala lungo la quale sono esposti molti reperti archeologici.

 

La leggenda del lago Aiso

L'origine del lago Aiso (anche conosciuto come “Abisso”) è accompagnata da una leggenda che avvolge lo specchio d'acqua situato tra il fiume Timia e il Topino, di una macabra atmosfera. Si racconta che proprio nel punto in cui oggi si trovi il lago, sorgesse la casa di Chiarò, un ricchissimo contadino che nutriva uno sprezzante odio verso Dio. La moglie del contadino invece, era una donna molto devota e cristiana, che sfuggendo al controllo del marito, pregava per la sua famiglia e aiutava in tutti in modi i più bisognosi, attraverso opere di carità. Il giorno di Sant'Anna, contravvenendo alla consuetudine cristiana, Chiarò volle a tutti costi battere il grano, ignorando le suppliche della moglie che tentò di distoglierlo dall'intento, prevedendo sventure per sé e la sua famiglia. Ma il contadino, per dimostrare sempre più la sua mancanza di rispetto nei confronti di Dio, proseguì nel suo intento. A quel punto, vedendo la donna disperata per la brutalità del marito, un Angelo le accorse in aiuto, invitandola a prendere con sé le cose a lei più care e fuggire, perché nel giro di pochi minuti, la sua casa sarebbe stata risucchiata dalla terra. La pia donna, sconvolta dal messaggio, prese con sè i due figli, il più grandicello che camminava da solo, e un altro ancora lattante che, avvolto in fasce, portò via dalla casa proprio mentre la costruzione veniva ingoiata dal lago che sembrava nascere dal centro della terra. La donna terrorizzata si fermò poco distante ad osservare la sua casa mentre veniva inghiottita dall'acqua. In quel momento si accorse di un rivolo d'acqua che correva verso lei e i suoi figli, e fece per riprendere la fuga, trascinando con sé i bambini. Ma ancora una volta, la voce dell'Angelo si fece sentire per darle istruzioni: la donna doveva lasciare il lattante nel luogo in cui si trovava, perché il bambino, crescendo, sarebbe diventato un peccatore come il padre, e fuggire via.

La donna, se pur con dolore, ubbidì all'Angelo, lasciando il bambino a terra, dove immediatamente si aprì una voragine che lo inghiottì e che diede vita all'Aiso. La leggenda vuole che da allora, tutti gli anni, in occasione della festività di Sant'Anna, guardando il fondo dell'Aiso, è possibile vedere la casa di Chiarò e sentire la sua voce lamentarsi per la sua prigionia.

 

Museo comunale di Bevagna

Il Museo di Bevagna è allestito all'interno del Palazzo Lepri ed è una tappa fondamentale per scoprire e comprendere i “centri minori”, le piccole cittadine umbre accomunate da una storia antica, che diventa matrice comune per tutti i paesi della zona, nonostante le diversità che li contraddistinguono. Il Museo si divide in tre sezioni ben organizzate, che permettono un percorso cronologico nel tempo. La prima sezione è dedicata all'archeologia e offre una serie di reperti appartenenti a diverse fasi, da quella arcaica all'imperiale, passando per l'età della Repubblica romana. In un'altra sezione del Museo è esposta una raccolta di documenti medioevali realizzati sull'antico supporto della pergamena. L'ultima sezione è dedicata all'arte pittorica, con l'esposizione dei bellissimi quadri realizzati tra il 1500 e il 1700, molti dei quali sono stati custoditi per molti anni nelle Chiese di Bevagna.

 

Informazioni pratiche per la visita del Museo

Il Museo Comunale di Bevagna è aperto dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.30-18.00 tutti i giorni nei mesi di aprile, maggio, giugno luglio e settembre. A giungo e luglio, l'apertura pomeridiana è fissata dalle 15.30 alle 19.00, mentre ad agosto dalle 15 alle 19.30. Nel mese di ottobre l'ingresso al pubblico è consentito tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18. L'orario d'apertura da novembre a marzo è dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17. Il biglietto di ingresso consente la visita guidata al Teatro Torti e all'edificio termale.


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