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Siena

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Cosa visitare a Siena

Siena

Alla scoperta di un gioiello d'Italia

Lo stemma di Siena viene chiamato Balzana. E' uno scudo diviso in due porzioni orizzontali: quella superiore è bianca mentre quella inferiore è nera. Al centro c'è una lupa, simbolo di Roma. Secondo la leggenda bianco e nero erano i colori dei cavalli che Senio e Ascanio usarono nella fuga dallo zio Romolo, che li voleva uccidere.

Arrivati a Siena, i figli del primo Re di Roma fondarono la città. Senio e Ascanio erano considerati molto focosi, quasi pazzi, e molti ritengono che i senesi abbiano preso questa caratteristica direttamente dai due fondatori della città e che mettano questa "focosità" soprattutto nella difesa strenua delle loro tradizioni e della loro città. Un campanilismo che ha quasi qualcosa di patologico quando mette le contrade della città una contro l'altra, non solo in occasione del Palio di Siena.

Una città splendidamente intatta

Grazie a questo campanilismo, però, oggi Siena può vantarsi di aver conservato perfettamente l'impianto urbanistico del Medioevo. Le strade, i palazzi, i monumenti, attraversati oggi da

migliaia di turisti, sono gli stessi in cui i senesi del Medioevo giravano in vestiti tradizionali. A guardarla oggi sembra impossibile credere che le più importanti bellezze conservate in questo scrigno italiano siano sorte tutte in meno di un secolo, dal 1287 al 1355. Era appena finita la guerra fratricida con Firenze, che il governo della città passò ai Nove. In questi anni sorsero il Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia e venne ripresa la costruzione del Duomo. La pittura senese raggiunse un apice che non si sarebbe mai più riproposto in Italia: Ambrogio Lorenzetti affrescò il Palazzo Pubblico con l'Allegoria del Buono e del cattivo Governo mentre Duccio di Buoninsegna dipinse la Maestà per l'altare maggiore del Duomo e Simone Martini la Maestà, sempre a Palazzo Pubblico.

Visitare Siena

Siena è un gioiello, e, a differenza della rivale e vicina Firenze, non è diventata una città-museo in cui i residenti sono stati estromessi dal centro. Le botteghe, i macellai, i forni sono tutti al loro posto, non hanno dovuto fare spazio ai negozi di souvenir che per fortuna spadroneggiano solo in Piazza del Campo. I senesi poi sono sempre lì, custodi gelosi; si incontrano e si confondono ai turisti per strada, nei bar o nei ristoranti. Si riconoscono per quella parlata inimitabile, il "vernacolo" che secondo molti è il dialetto da cui è nato l'italiano. Siena quindi è una città viva, con una grande tradizione di ospitalità turistica che la rende una delle destinazioni più amate da italiani e stranieri. Viva e aperta, si lascia conoscere ma non si fa cambiare. Per fortuna.

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