ViaggeroEuropaItaliaToscanaFirenzeLa Galleria Palatina a Palazzo Pitti

Firenze

Informazioni essenziali
Cosa visitare a Firenze

Firenze, Galleria Palatina

Stucchi, statue e quadri

La galleria Palatina si trova al primo piano di Palazzo Pitti, dove ci sono le sale più belle dell'intera struttura. Dopo aver percorso lo scalone dell'Ammannati, si giunge alle sale che erano usate dal Granduca sia per la residenza privata, sia per le udienze pubbliche.

Alcune di esse sono dedicate alla scultura, come la sala degli Staffieri, la Galleria delle Statue e la sala del Castagnoli e sono ricche di preziosi dipinti, fregi e mobilio antico, mentre le altre prendono il nome dal tema degli affreschi che le decorano sulle volte: il ciclo è dedicato alla mitologia greco-romana e alla dinastia di casa Medici, secondo una particolare simbologia, in cui i soggetti mitologici rappresentano gli esempi della Vita del Principe.

Gli affreschi delle prime cinque sale furono realizzati dal più celebre artista dell'epoca, Pietro da Cortona, mentre le altre sale sono opera di artisti neoclassici della prima metà dell'Ottocento. La Galleria si trova nei saloni più belli del Palazzo, nel piano nobile (dal qui appunto, il nome "Palatina" cioè del Palazzo). La collezione di dipinti conservati al suo interno è incentrata sul periodo del tardo Rinascimento e del Barocco e rappresenta il più importante esempio italiano di quadreria, poiché i suoi quadri sono esposti in maniera del tutto nuova, seguendo criteri puramente decorativi che coprono tutta la parete in schemi simmetrici, in modo da restare fedeli all'allestimento originario voluto dal Granduca Pietro Leopoldo

Anticamera degli Staffieri

Originariamente, questa sala costituì l'estremità del loggiato cinquecentesco del Palazzo, aperto sul cortile. Sul lato di ingresso ci sono due nicchie in marmo mischio di Serravezza, in cui si alternarono nei secoli, diverse coppie di statue, fino ad oggi, dove è stata posta la "coppia di Fauni con pantere". I dipinti della sala furono eseguiti nel 1790 da Giuseppe Maria Terreni, che nello stesso anno, realizzò la nuova decorazione di vari ambienti di Palazzo Pitti, su incarico dal granduca Pietro Lepoldo di Lorena.

Galleria delle Statue

In epoca medicea questa Galleria era la parte centrale che si apriva verso lo spettacolare giardino di Boboli. Solo nel 1790, fu trasformata nella "Galleria delle Statue" e decorata da Giuseppe Maria Terreni: qui vennero collocate dieci statue antiche di marmo, del 1795 e i busti dei granduchi di Toscana Leopoldo e Ferdinando III di Lorena.

Sala del Castagnoli

A questa sala corrispondevano, nell'età medicea, due ambienti che appartenevano alle camere da letto della Granduchessa. All'inizio dell'800, poi, l'architetto Giuseppe Cacialli unì i due spazi in un'unica Anticamera dei due nuovi appartamenti destinati all'Imperatore e all'Imperatrice. La decorazione pittorica delle pareti e della volta venne eseguita nel 1812 da Giuseppe Castagnoli che diede poi il nome alla sala, ma l'elemento di spicco di tutto l'ambiente, resta sempre l'imponente tavolo rotondo detto "delle Muse", decorato con intarsi in pietre dure.

Sala delle allegorie o "Quartiere del Volterrano"

La Sala delle allegorie è l'unico ambiente di quest'ala del palazzo (oggi, chiamata ‘quartiere del Volterrano'), che conserva ancora il soffitto con le decorazioni di stucchi e affreschi dell'epoca medicea. Mentre le altre sale di questo appartamento furono nuovamente decorate nei primi del 1800. La volta, ornata da stucchi bianchi e dorati, con motivi di vegetali e putti, presenta la raffigurazione di allegorie, che diedero appunto il nome alla sala e che alludono alle qualità morali della granduchessa Vittoria della Rovere, committente della decorazione.

Al centro sono rappresentate "la Fama, la Forza e la Vittoria", mentre nei riquadri laterali, "la Pudicizia, la Pace, la Verità e la Sapienza".

I cinque riquadri dipinti invece, furono affrescati da Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano, e che oggi ha riappellato questa sala col nome "Quartiere del Volterrano".

Sala delle belle arti

In epoca medicea la sala ospitava l'"Anticamera dei Gentiluomini" dell'appartamento della granduchessa, che occupava parte di quest'ala del Palazzo, oggi chiamata "Quartiere del Volterrano".

All'inizio del 1800, per volontà dei Borbone e poi dei Lorena, questi ambienti furono nuovamente decorati da un gruppo di pittori di cultura neoclassica, come la volta, dipinta nel 1817 da Domenico Podestà e che raffigura "Giove che manda Iride, Minerva e le Arti sulla terra".

Sala dell'Arca

La sala dell'Arca, che prima era la camera dell'udienza dell'appartamento della granduchessa, venne poi completamente ristrutturata per volontà dei Borbone e successivamente dei Lorena. La decorazione murale, che copre la volta e le pareti, realizzata nel 1816 da Luigi Ademollo, raffigura la "Processione di David e degli Ebrei per il ritorno dell'Arca dell'alleanza". L'ambientazione dell'opera è fortemente teatrale e la processione è vista come un grande fregio che scorre su fondali architettonici. Il soggetto è un'evidente allusione al ritorno dei Lorena al governo della Toscana, dopo la fine del dominio napoleonico.

 

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