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Firenze, Museo degli Uffizi, Sale 8-16Da Filippo Lippi a Leonardo da Vinci
Sala 8 dei LippiLa sala 8 degli Uffizi raccoglie tutte le opere di Filippo Lippi, eseguite nella metà del Quattrocento e considerato tra i grandi padri del Rinascimento fiorentino, anticipatore di Sandro Botticelli. Lippi, frate carmelitano, si era formato a contatto con gli affreschi di Masolino e Masaccio che lo influenzarono specialmente nel corso della sua giovinezza artistica, mentre successivamente, egli fu più attento agli sviluppi della scultura fiorentina, in particolare di Donatello e Luca della Robbia. Poi, il suo stile maturò verso soluzioni sempre più raffinate e tipiche della pittura fiamminga, da cui l'artista prese il gusto per i materiali preziosi e i colori sottili, come mostrano l'"Incoronazione della Vergine", vicina al Masaccio nella rappresentazione della solida figura e la "Madonna col Bambino e due angeli", capolavoro assoluto e più famoso della Galleria, di commovente dolcezza. Nella Sala sono presenti anche altre opere, come quelle del figlio di Lippi, Filippino Lippi, che realizzò la grande pala con "l'Adorazione dei Magi" e la "Pala degli Otto", oppure i dipinti di Alessio Baldovinetti: l'"Annunciazione e Madonna con il bambino".
Sala 9 dei PollaioloQuesta sala è così chiamata perché dedicata ai fratelli Antonio e Piero del Pollaiolo e raccoglie i loro dipinti della seconda metà del Quattrocento. La loro è una pittura dal forte risalto lineare, ma anche interessata alle innovazioni e ai dettagli fiamminghi, come testimoniano le opere più famose qui raccolte: il "Ritratto muliebre" e il dipinto a due facce delle "Fatiche di Ercole", di Antonio, molto incentrati sul movimento delle figure, oppure la "Pala con i Santi Giacomo, Vincenzo ed Eustachio," lavoro di collaborazione tra i due fratelli. Piero, invece, è rappresentato soprattutto nelle sei "tavole delle Virtù", realizzate per il Tribunale della Mercanzia; mentre è da notare che la settima tavola, raffigurante la Fortezza, è la prima opera di un giovane Sandro Botticelli.
Sale da 10 a 14 dedicate a BotticelliE' una delle sale più grandi e famose della Galleria poichè ospita alcuni tra i capolavori del Rinascimento e la migliore collezione al mondo di opere di Sandro Botticelli, eseguite nella seconda metà del Quattrocento. Tra i suoi capolavori troviamo la "Primavera" e la "La nascita di Venere", opere emblematiche della cultura neoplatonica sviluppatasi a Firenze e le prime di grandi dimensioni a soggetto profano del Rinascimento italiano, dipinte per Lorenzo de' Medici, (non Lorenzo il Magnifico). Qui sono conservati anche gli altri dipinti straordinari del maestro, come quelli giovanili della "Madonna col Bambino" e "Madonna del roseto", oppure il "Ritratto d'uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio", dove già è presente uno stile più maturo e realistico. Non mancano le opere mitologiche, come la commovente "Pallade e il Centauro", allegoria degli istinti umani. Di straordinaria intensità sono anche i dipinti di soggetto sacro come la "Pala di San Barnaba", o il fastoso tondo della "Madonna del Magnificat", nei quali si inizia a intravedere uno stile più severo e talvolta arcaico, come nell'"Incoronazione della Vergine" dallo sfondo oro. Ma l'influenza del Savonarola anche sul Botticelli continua a farsi sentire e ad essere espresso, nel suo periodo più pessimista, con "La Calunnia" del 1495, opera che simboleggia il fallimento dello spirito ottimistico umanista e la constatazione della bassezza umana. Tra gli altri numerosi capolavori presenti nella sala si trovano anche il "Trittico Portinari", opera fiamminga di Hugo van der Goes giunta a Firenze nel 1483 e che influenzò fortemente gli artisti fiorentini, a partire dallo stesso Botticelli, oppure l'"Adorazione dei Magi" di Domenico Ghirlandaio, in cui si avvertono le suggestioni della cultura nordica. Invece l'opera fiamminga di Rogier van Weyden, la "Deposizione nel sepolcro", testimonia i reciproci scambi tra maestri fiamminghi e fiorentini, poiché la sua composizione viene ripresa da una quadro di Beato Angelico.
Sala 15 di Leonardo da VinciQuesta sala della Galleria degli Uffizi raccoglie le prime opere di Leonardo da Vinci, a partire dalla prima del 1475 "Il Battesimo di Cristo", opera in realtà, del suo maestro Verrocchio, ma in cui il giovane Leonardo dipinse la testa dell'angelo, il paesaggio e forse il modellato del corpo di Cristo. Si dice che Verrocchio sentendosi superato dall'allievo, abbandonò la pittura dedicandosi soltanto alla scultura. L'altra opera dipinta da un Leonardo appena ventenne è "l'Annunciazione", dove già si notano le prime sfumature e la sua attenzione alle vibrazioni atmosferiche. Infine, "l'Adorazione dei Magi" opera rimasta incompiuta, ma in cui già compare il genio innovatore del maestro. Accanto ai dipinti di Leonardo, troviamo esposte anche importanti pale d'altare di famosi maestri: il "Cristo nell'orto" e "la Pietà", di Pietro Perugino, il "Crocifisso con la Maddalena" di Luca Signorelli, "l'Incarnazione" di Piero di Cosimo e "l'Adorazione dei Pastori" di Lorenzo di Credi.
Sala 16 delle carte geograficheAnticamente questa piccola sala del Museo era una loggia, che poi venne chiusa su richiesta di Ferdinando I de' Medici, che la fece affrescare da Ludovico Buti con le carte geografiche illustranti i domini medicei, lo Stato di Siena e l'Isola d'Elba. Questi a sua volta. Qui si conservavano collezioni di antichi di strumenti scientifici come un mappamondo e una sfera armillare, che oggi si trovano al Museo di storia della scienza, mentre nel soffitto si trovavano alcune tele mitologiche di Jacopo Zucchi. Attualmente nella sala sono esposti alcuni manufatti di arte romana del II e III secolo d. C. ed importanti dipinti del Rinascimento, come la "Deposizione" di Roger van der Weyden.
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