Roma, la Galleria Borghese
Per volontà di Scipione Borghese
Meraviglioso scrigno in cui sono custodite moltissime collezioni d'arte, la Galleria Borghese è visitata da circa tremila persone ogni giorno. L'allestimento della Galleria esalta e valorizza tutte le opere presenti per offrire al pubblico capolavori di pregevole bellezza nelle migliori condizioni possibili.
Non vuoi darmi il dipinto? In prigione allora!
Sono centinaia le bellezze artistiche della scultura e della pittura che sono custoditi all'interno della Galleria Borghese, frutto di una collezione che nei suoi quasi quattro secoli di vita è stata sempre più incrementata, rinnovata, castrata e saccheggiata, ma nonostante tutto è stata sempre la regina incontestata delle raccolte private. Un'opera di selezione e conservazione così straordinaria non poteva che essere compiuta da un uomo altrettanto eccezionale, molto potente e appassionato d'arte, come appunto Scipione Borghese. Figlio della sorella di Camillo Borghese, divenuto nel 1605 Paolo V, importante pontefice ma anche campione di nepotismo, Scipione venne decretato cardinale immediatamente dopo l'elezione dello zio, a soli due mesi di distanza. Scipione aveva solo 26 anni e gli furono affidati numerosi importanti compiti di responsabilità: fu prefetto della Congregazione del Concilio, protettore di chiese, Ordini religiosi e regioni, Gran Penitenziere, arcivescovo di Bologna e altro ancora. Ma nonostante tutti i gravosi impegni non smise mai di dedicarsi alla sua vera passione: l'arte.
Sovvenzionatore di prodigiosi talenti come Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini, Nicolas Cardier, Guido Reni, Domenichino e Rubens, tanto per citarne qualcuno, Scipione era anche rinomato e temuto per l'assenza di scrupoli con cui si assicurava le opere d'arte. Fu vittima di questa spregiudicatezza e prepotenza il Domenichino che nel 1616-17 venne imprigionato per essersi rifiutato di consegnare al cardinale il dipinto Caccia di Diana che gli era stato ordinato da un altro cardinale, Pietro Aldobranchini. Ma anche i frati della chiesa di San Francesco a Perugia si videro portare via senza la loro autorizzazione un capolavoro di Raffaello, la Deposizione. E come non raccontare anche dell'assurda vicenda del Cavalier d'Arpino, il pittore Giuseppe Celesti, a cui nel 1607 furono confiscati ben 107 dipinti che il papà consegnò naturalmente al nipote cardinale per consentirgli di incrementare maggiormente la sua già prestigiosa collezione. La raccolta di Scipione Borghese era già considerevole quando il cardinale acquisì nel 1609 un palazzo in via della Conciliazione, accanto a San Pietro. Questa casa divenne la prima dimora della collezione che rimase lì fino al trasferimento nella villa fuori porta Pinciana, nella parte alta di Villa Borghese.
Villa Borghese
Edificata in appena un anno o poco più dal 1612 su disegno dell'architetto Giovanni van Santen, Villa Borghese voleva essere un museo dell'arte antica e moderna, a partire dall'inclusione delle sculture nella facciata costituita da due corpi laterali collegati da un portico coperto a terrazza dal quale si innalza su due piani il corpo centrale, arretrato. In questa nuova sede la collezione si amplia, diventa grandiosa, anche perché il progetto del cardinale, morto nel 1633, verrà continuato in quel secolo e in quelli seguenti dagli altri componenti della famiglia Borghese, con diversi acquisti e grazie a generose donazioni.
Purtroppo la raccolta fu anche frammentata e impoverita in qualche occasione, come quando nel 1807 Camillo Borghese, dal 1803 marito di Paolina Bonaparte, vendette a Napoleone circa 154 statuette, 170 bassorilievi, 160 busti, 30 colonne e molti vasi che in seguito costituirono il Fondo Borghese del Louvre. Per fortuna i vuoti lasciati da Napoleone furono colmati in seguito da altre bellissime opere d'arte provenienti sia dagli scavi archeologici che a Roma erano frequentissimi, che dalle importanti donazioni compiute da collezionisti italiani. Villa Borghese, acclamata e cantata da molti poeti, scrittori, musa di bellissimi dipinti e composizioni musicali, attualmente conserva il suo splendore di un tempo e vi regalerà inattesi quanto meravigliosi scorci fra i sentieri del suo parco.
Galleria Borghese: la regina delle collezioni d'arte
Le opere d'arte sono suddivise in una ventina di sale ripartite su due piani. Al pianoterra sono situate, nel salone d'ingresso e in otto sale, le sculture, non solo quelle antiche, ma anche quelle che lo stesso Scipione Borghese ordinò agli artisti dell'epoca, oltre a quelle pervenute nei secoli seguenti. Sia il salone d'ingresso che le sale hanno le volte ornate con affreschi settecenteschi di vari autori, con temi spesso connessi alla più importante delle sculture esibite: dalla celebrazione della gloria della civiltà romana, con l'Apoteosi di Romolo accolto da Giove nell'Olimpo, al giudizio di Paride che deve decidere la più bella tra tre dee; dalla caduta di Fetonte fulminato da Giove, alla storia di Apollo e Dafne, e così via. Non è possibile citare tutte le meravigliose opere d'arte esibite nei vari ambienti per la vastità dei capolavori e la loro continua variazione. Nel salone d'ingresso è ben visibile il maestoso monumento equestre di Marco Curzio che si sacrifica per il popolo romano: mentre il cavallo è ellenistico del I – II secolo dopo Cristo, il cavaliere è opera di Pietro Bernini. Di grande bellezza è anche una testa di Cristo imputata a Michelangelo e una serie di dodici busti di Cesari di Giovan Battista della Porta. Al centro della prima sala, spicca una delle statue più famose al mondo, quella di Paolina Borghese sdraiata che Antonio Canova eseguì tra il 1805 e il 1808. Non meno famoso è, nella seconda sala, il David che il cardinale Scipione commissionò al giovane Gian Lorenzo Bernini; ancora del Berini sono Apollo e Dafne, al centro della terza sala, e nella quarta il gruppo marmoreo che ritrae Plutone che rapisce Proserpina. La quinta sala è denominata dell'Ermafrodito per la presenza di una scultura greca di Ermafrodito, che risale al I secolo dopo Cristo. Sono due le altre opere berniniane nella sesta sala, Enea e Anchise e la Verità, mentre nella settima sala, quella Egizia, spiccano due statue di Iside, una in bronzo del I secolo dopo Cristo, l'altra in marmo nero, circa 150 dopo Cristo. L'ultima delle sale del pianterreno, l'ottava, è contraddistinta dalla forte presenza oltre che di sculture, di dipinti di Caravaggio, l'autore preferito del cardinale: qui ci sono ben sei opere, tra le quali la già menzionata Madonna del Serpe e il famoso David con la testa di Golia che è l'autoritratto dello stesso Caravaggio. Una scala a chiocciola porta dal pianterreno al primo piano dove in dodici sale si compone la pinacoteca con centinaia di dipinti che costituiscono un'antologia della pittura dal XVI al XVIII secolo. Una raccolta enorme, grandiosa, ineguagliabile, dove sono rappresentate tutte le scuole: il manierismo italiano e quello fiorentino, la scuola lombarda, ferrarese, fiorentina, senese, bresciana, veneta e romana. Qui vi sono molto artisti di grandissimo valore come il Caravaggio naturalmente, il Cavalier d'Arpino, Brueghel il Vecchio, Raffaello con molti dipinti fra cui la famosa Fornarina, e ancora Botticelli, Pinturicchio, Perugino, e si potrebbe ancora continuare tanto è vasto l'assortimento. Quello che possiamo consigliare è di abbracciare con lo sguardo tutti i quadri presenti in questa Galleria, dal più famoso al meno noto, grazie ad una soddisfacente visita, della durata di circa due ore, di un'intensa bellezza e meraviglia. Tutto quello che avrete la fortuna di vedere è senz'altro merito di quell'uomo senza scrupoli che era il cardinale Scipione Borghese. Fatevene una ragione!
Informazioni pratiche per visitare il Museo di Villa Borghese
Orari di apertura: mar – dom ore 8:30 – 19:30, con accesso ogni due ore. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1 gennaio. La biglietteria chiude alle 18:30.
Costo del biglietto: intero € 8.50, ridotto € 5.25. Sono disponibili guide acustiche in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo a € 5 più biglietto d'ingresso.
Come arrivare: La Galleria Borghese si trova a Piazzale del Museo Borghese num. 5. Prendere la metropolitana linea A fermata Spagna e poi seguire le indicazione per Villa Borghese – Via Veneto. Con l'autobus: 5, 19, 52, 53, 63, 86, 88, 92, 95, 116, 204, 217, 231, 360, 490, 491, 495, 630, 910, 926.





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