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Roma

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Musei Vaticani, le Stanze di Raffaello e la Cappella Sistina

Le stanze di Raffaello

Le quattro stanze dette di Raffaello comprendevano parte dell'appartamento posto al secondo piano del Palazzo Pontificio scelto da Giulio II della Rovere, pontefice dal 1503 al 1513, come propria dimora e usato anche dai suoi successori. Gli abbellimenti pittorici furono eseguiti da Raffaello e dai suoi allievi tra il 1508 e il 1524.

La Cappella Sistina

La Cappella Sistina prende il nome da Papa Sisto IV della Rovere che fece restaurare l'antica Cappella Magna tra il 1477 e il 1480. L'ornamento quattrocentesco delle pareti include: le Storie di Mosè e di Cristo, i finti tendaggi e i ritratti dei Pontefici. La Cappella fu realizzata da un gruppo di pittori che inizialmente comprendeva Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli e Cosimo Rosselli, seguiti dalle rispettive botteghe e da alcuni collaboratori più stretti tra i quali evidenziamo Bartolomeo della Gatta, Biagio di Antonio e Luca Signorelli.

Sulla volta un bellissimo cielo stellato fu dipinto da Pier Matteo d'Amelia. La realizzazione degli affreschi cominciò nel 1481 e si concluse nel 1482; appartengono a questo periodo anche diverse opere in marmo come la cantoria, la transenna e lo stemma pontificio sopra la porta d'ingresso. Il 15 agosto del 1483 Sisto IV legittimò la nuova cappella dedicandola all'Assunta. Giulio II della Rovere, nipote di Sisto IV, decisi di modificarne parzialmente la decorazione, affidando nel 1508 l'incarico a Michelangelo Buonarroti, che dipinse la volta e le lunette. Il lavoro fu concluso nel 1512 e Giulio II il giorno di Ognissanti inaugurò la Sistina con una messa insigne. Nei nove riquadri centrali sono rappresentate le Storie della Genesi, dalla Creazione alla Caduta dell'uomo, fino al Diluvio e alla successiva rinascita dell'umanità con la famiglia di Noè.

Negli spazi tra le vele ci sono, seduti su imponenti troni, cinque Sibille e sette Profeti, Nei quattro pennacchi angolari compaiono le Salvazioni miracolose di Israele mentre nelle vele e nelle lunette figurano gli Antenati di Cristo. Verso la fine del 1533 Clemente VII de' Medici volle che Michelangelo modificasse ulteriormente la decorazione della Sistina dipingendo sulla parete d'altare il Giudizio Universale e questo determinò la perdita degli affreschi quattrocenteschi. In questo affresco Michelangelo volle raffigurare il ritorno trionfante di Cristo alla luce dei testi del Nuovo Testamento. Il maestro iniziò questa meravigliosa opera nel 1536, nel corso del pontificato di Paolo III, e la concluse nell'autunno del 1541: grazie alle sue eccezionali capacità artistiche, ha cercato di rendere visibile la bellezza e maestà occulte di Dio e, guidato dalle parole della Genesi. La Cappella Sistina è il luogo dove ancora oggi viene tenuto il Conclave per l'elezione del Sommo Pontefice.

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