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Roma, Fontana di Trevi

Fontana di Trevi

Se chiedete a una persona di indicare qual è, secondo lei, la fontana più famosa del mondo, quasi certamente vi risponderà Fontana di Trevi. Scenografica e maestosa, annuncia la sua presenza già dai vicoli che portano verso di essa: il rumore dell'acqua che cade nelle vasche si confonde con il vociare dei turisti, intenti a lanciare la famosa "monetina del ritorno a Roma".

Storia della Fontana di Trevi

Inaugurata nel 19 a. C. la Fontana di Trevi è stata ideata da M. V. Agrippa ed è un esemplare unico degli antichi acquedotti romani rimasto sempre funzionante dal tempo di Augusto fino ai nostri giorni. Il suo nome si deve probabilmente alla presenza dell'incrocio di tre strade o al triplice sbocco dell'acqua. Nel 1453 papa Nicolò V Parentucelli diede il via ad un'opera di ordine e restauro dell'acquedotto seguendo i progetti di Leon Battista Alberti e Bernardo Rossellini, architetti dell'acqua Vergine. Il nome di Acqua Vergine, secondo la leggenda, sarebbe stato dato da Agrippa in ricordo di una fanciulla (virgo) che avrebbe indicato il luogo delle sorgenti ai soldati che ne andavano in cerca. Gli architetti realizzarono un prospetto della fontana impreziosito da un'iscrizione con stemmi del pontefice e del popolo romano sotto la quale l'acqua, emessa da tre getti, si raccoglieva in un bacino rettangolare. Nel 1561 per volontà di Pio IV Medici vengono intrapresi importanti lavori di riabilitazione del vecchio condotto dell'Acqua Vergine dalle sorgenti della città ; l'opera fu inaugurata nel 1570 da Pio V Ghisleri. Nel 1640 Urbano VIII Barberini decise che la fontana doveva cambiare orientamento e affidò il progetto a Gian Lorenzo Bernini, architetto dell'Acqua Vergine. I lavori di costruzione legati all'ampliamento della piazza si fermarono alla messa in opera di un basamento ad esedra con una vasca davanti in cui si incontrano tre bocche d'acqua. Nel 1732 Clemente XII Corsini organizza un concorso per la sistemazione della Fontana di Trevi a cui prendono parte gli artisti più importanti dell'epoca. Tra i progetti dell'architetto Nicola Salvi, il papa predilige quello più monumentale che possa interferire poco con il retrostante palazzo Poli sulla cui facciata vi è l'intera mostra con uno studio attento delle proporzioni e delle decorazioni. Salvi con grande competenza e professionalità è a capo dei lavori di costruzione dell'opera dal 1732 fino al 1752, anno della sua morte, affiancato dal suo grande amico Luigi Vanvitelli.

La Fontana di Trevi

La parte centrale della facciata si sviluppa come un arco di trionfo, con una profonda nicchia con affianco colonne corinzie. Al centro dell'attico vi è una grande iscrizione che ricorda la realizzazione della fontana voluta da papa Clemente XII la cui effige alla sommità è affiancata da due Fame di Paolo Benaglia, mentre quattro grandi statue del 1735 ornano l'edificio stesso e simbolizzano, a partire da sinistra, l'Abbondanza dei frutti di Agostino Corsini, la Fertilità dei campi di Bernardo Ludovisi, i Doni dell'autunno di Francesco Queirolo e l'Amenità dei prati di Bartolomeo Pincellotti. Nella grande nicchia centrale vi è la maestosa statua di Oceano che è alla guida di un cocchio a forma di grande conchiglia, trainato da due cavalli marini alati, uno rabbioso e l'altro pacifico, condotti da un tritone giovane e da uno maturo che simbolizzano le diverse caratteristiche della natura e delle età dell'uomo. La realizzazione di Oceano, dei tritoni e dei cavalli fu assegnata a Giovan Battista Maini che nel 1738 posizionò provvisoriamente sulla fontana dei modelli in gesso che poi furono eseguiti in marmo dopo la sua morte da Pietro Bracci tra il 1759 e il 1762.

Le parti laterali della grande nicchia esibiscono le statue della Salubrità e dell'Abbondanza di Filippo Della Valle, ed i rilievi che ritraggono la Vergine che mostra la sorgente ai soldati ad opera di Grossi, e Agrippa che acconsente alla costruzione dell'acquedotto di Bergondi. Nella parte inferiore della mostra ci sono le rocce della scogliera ad opera degli intagliatori Francesco Pincellotti e Giuseppe Poddi. Successivamente l'architetto Giuseppe Pannini modifica seppur parzialmente in modo neoclassico l'opera del Salvi con l'introduzione di bacini regolari con bordo levigato in marmo nella parte centrale della scogliera già deteriorata dal posizionamento delle sculture di Bracci. L'inaugurazione ufficiale della fontana ormai finita avvenne il 22 maggio del 1762. L'ultimo rilevante intervento di restauro degli anni 1989-1991 ha consentito anche una rinnovata lettura storico-critica, insieme ad un analisi attenta delle tecniche adoperate e all'esame di tutte le problematiche relative alla sua manutenzione.

Curiosità sulla Fontana di Trevi

Il bellissimo e sorprendente bagno nella Fontana di Trevi di Anita Ekberg in abito da sera nel film "La dolce vita" l'ha resa celebre in tutto il mondo. Ma come non ricordare Totò che in Tototruffa cerca di venderla ad un turista? Ogni anno il Comune di Roma ricava da queste monetine circa 600 mila euro, destinati ai progetti di Solidarietà della Caritas, nonostante i ladruncoli si siano attrezzati con elastici alla cui estremità è legata una calamita.

Come arrivare alla Fontana di Trevi

La Fontana di Trevi spunta improvvisamente tra i vicoli, assediata dai negozi di souvenir e dai palazzi. Consigliamo di raggiungerla con più comodità da via dei Crociferi. Le fermate della Metro più vicine sono Spagna e Barberini della Linea A. Nei dintorni troverete il ristorante "Il Presidente", frequentato per molto tempo da Sandro Pertini, che è un'isola di raffinatezza e buona cucina.

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