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Napoli, la Villa Comunale e l'AcquarioA metà strada tra sogno e realtàLa Villa Comunale di Napoli si trova al centro di due mondi diversi, un luogo che si ferma a metà strada tra la dolcezza del mare e lo stress e l'irrequietezza della vita cittadina. Passeggiando per i viottoli della Villa, ascolterete con un orecchio il traffico di Via Chiaia e con il suono delle onde che si infrangono sugli scogli di via Caracciolo. Tra i viali, un universo a parte: bambini che giocano liberi, una pista per i pattini, caffetterie e concerti d'estate. E' il visitatore che sceglie quali emozioni vivere in questo posto: se ammirare il mare gustando una birra con i famosi taralli di Via Caracciolo, o lasciarsi rapire dal fascino della Villa di sera con i lampioncini accessi che regalano una luce soffusa e un'atmosfera rilassata.
La storia della Villa Comunale di NapoliIl primo intervento pubblico che aveva l'intento di urbanizzare la zona di Chiaia con la creazione di una passeggiata avvenne nel 1697. La strada all'epoca non era ancora selciata e spesso, quando c'era il mare mosso, era travolta dalle onde. Il viceré duca di Medinaceli la fece lastricare e predispose l'impianto di un doppio filare di salici e di tredici fontane. Tutta questa opera di abbellimento non ebbe una buona riuscita e la Riviera fu lasciata al suo destino fino al nuovo progetto di ammodernamento che fu commissionato a Carlo Vanvitelli da Ferdinando IV. Vanvitelli ideò diversi progetti e si servì dei consigli del giardiniere Felice Abbate. Il progetto che fu concretizzato tra il 1778 e 1780 prese come modello di riferimento lo stile dei giardini francesi: lunghi viali paralleli, in parte ricoperti da un grillage, abbelliti da statue e fontane, si estendevano senza una conclusione prospettica, come se tracciassero delle linee infinite che si perdono nel vuoto. Il disegno architettonico dava molto risalto alla vista del golfo e ad una comoda seduta, due file di gradini adibiti a sedie, sul lato che affacciava sul mare. All'ingresso principale, sul lato dell'attuale Piazza Vittoria, vi erano due casini simmetrici che accoglievano caffè e botteghe di classe. Il giardino, inaugurato l'11 luglio 1781, era la Villa Reale, denominata anche Tuglieria, recintata e sorvegliata da guardie, con l'accesso consentito esclusivamente alle persone ben vestite. Il nucleo primitivo, che terminava in corrispondenza di via Ascensione, fu successivamente cambiato e ingrandito su progetti di Stefano Gasse. Il primo ampliamento, tra il 1807 e il 1815, fa riferimento allo stile del giardino romantico all'inglese, con viali flessuosi e boschetti decorati da fontane, statue e due tempietti. Il secondo ingrandimento, avvenuto nel 1834, arriva alla Torretta e include il trottoir eliminato poco prima della seconda guerra mondiale. Dalla metà dell'Ottocento, i vari disegni di rinnovamento della strada, riaprirono anche il dibattito sulla Villa e sulla creazione di una nuova strada. Le discussioni portarono alla creazione di via Caracciolo, iniziata nel 1872 e finita nel 1883, secondo il progetto di Alvino. Il giardino scontò i benefici del prolungamento della strada, perché fu privato di uno degli elementi che più lo contraddistingueva: il rapporto esclusivo con il mare. Fino a quel momento la Villa offriva una doppia faccia, quella immersa nel caos cittadino e nelle vite che scorrono tumultuosamente, e quella della tranquilla meditazione a contatto con il mare. Nel 1872 cominciò l'edificazione della Stazione Zoologica e nel 1877 fu realizzata la Cassa Armonica, progettata da Alvino quindici anni prima, mentre altri chioschi in ferro e vetro che avrebbero dovuto abbellire il giardino ottocentesco non furono mai portati a termine.
La Stazione zoologica Anton Dohrn: l'Acquario delle meraviglieAggiratevi tra le fantastiche specie marine dell'Acquario più antico d'Europa, dove potrete ammirare centinaia di specie del Golfo di Napoli. Pesci grandi e piccoli affollano le 23 grandi vasche di quest'acquario che ha alle sue spalle una storia molto antica. Nel 1870 il Comune di Napoli consentì al naturalista Anton Dohrn, seguace di Darwin, di costruire una Stazione Zoologica in una zona appartenente alla Villa Comunale. I lavori cominciarono nel 1872 su progetto dell'architetto Oscar Capocci, ma furono portati a termine dallo scultore Adolf von Hildebrand. In tempi in cui l'importanza degli acquari si calcola in ragione della grandezza, il piccolo acquario di Napoli sembra un fortino che resiste al passare del tempo. In realtà non la Stazione Dorhn è un centro di ricerca di eccellenza che cura e analizza gli animali che provengono tutti dal Golfo di Napoli. Qui arrivano le tartarughe che restano imprigionate nelle reti e che vengono curate prima di essere rimesse in mare.
Come arrivare alla Villa Comunale e all'Acquario di NapoliLa Villa Comunale è lunga circa 2 km e corre parallela al lungomare Caracciolo. Ci si arriva a piedi dal centro dopo una bella passeggiata lungo il mare. La fermata della metro più vicina è Piazza Amedeo Linea 2.
Costo del biglietto: euro 1,50 (tariffa intera) |
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