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Museo del Tesoro di San GennaroLa storia di San GennaroLa storia di San Gennaro è un misto di incredulità, mistero e fede che coinvolge in modo viscerale tutti gli abitanti di Napoli. Le grazie che i napoletani chiedono a San Gennaro sono le più svariate, dall'aiuto per un goal che può risolvere una partita del Napoli, alla richiesta di vincita del lotto, superenalotto e schedina del calcio, fino ai miracoli per la guarigione da malattie gravi. Napoli ha un rapporto molto tenace con il suo santo, ma a volte anche burrascoso e inquieto. Da quando nel 472 la città richiese la protezione del Santo per una violenta eruzione del Vesuvio, San Gennaro divenne, insieme al famoso vulcano, parte integrante e costante della vita quotidiana dei napoletani. San Gennaro è il cuore pulsante della città, è la speranza che anche l'impossibile possa accadere e Napoli, una città che ha bisogno di sperare e che si aggrappa con tutte le sue forze alla figura del santo patrono.
Da martire a Santo di Serie BLa storia di San Gennaro comincia con il suo viaggio apostolico verso Miseno per incontrare il diacono Sossio, bisognoso di consigli e aiuti. Sossio però venne arrestato e poco dopo anche Gennaro perché era in atto la persecuzione voluta dall'imperatore Diocleziano. Gennaro fu condannato a morte e il suo destino doveva essere quello di essere sbranato dagli orsi nell'Anfiteatro di Pozzuoli, insieme anche ad altri condannati. La storia vuole che, a causa di un imprevisto, quel tipo di esecuzione non poté più avere luogo e così fu deciso di decapitare i condannati alla Solfatara. Il cerchio delle notizie storiche si chiude qui ma, sempre da qui, si apre quello delle leggende e delle tradizioni. I racconti tramandati vogliono che, alla morte del santo, una pia donna avesse raccolto in varie ampolline il suo sangue. La devozione per il martire è stata sempre collegata al suo sangue, conservato nelle ampolle all'interno del Duomo insieme con il busto, dentro il quale sono raccolte le ossa attribuite al suo cranio. Il corpo di San Gennaro fu sepolto nelle catacombe di Capodimonte, dopo essere stato per poco più di 100 anni nell'Agro Marciano. La devozione dei fedeli cominciò proprio presso le catacombe, dove però il riposo delle ossa del santo non fu proprio tranquillo a causa di vari avvenimenti incredibili come il trafugamento delle ossa da parte del duca Sicone, che riuscì a trasportare il corpo del martire fino a Benevento. Ci vollero ben 17 anni prima che le reliquie ritornassero all'interno del Duomo. Quando nel 1964, dopo il Concilio Vaticano, il culto di San Gennaro accusò un forte ridimensionamento, la gente di Napoli ebbe subito delle reazioni pittoresche e nei vicoli si trovò la scritta “San Gennà, futtetenne” (San Gennaro, Fottitene) che stava a significare che, nonostante tutto, il popolo napoletano lo venerava come e più di prima.
Il miracolo di San GennaroIl primo miracolo della liquefazione del sangue storicamente accertato avvenne il 17 agosto 1389 quando a Napoli si susseguivano le varie dominazioni straniere, ma il culto di San Gennaro rimaneva sempre fortissimo. Fu il re Carlo II d'Angiò che fece realizzare il busto d'oro e d'argento che accoglie le ossa del cranio del santo e fu Roberto d'Angiò che volle la teca d'argento per custodire le ampolle con il sangue. Nei giorni del miracolo sedevano in prima fila in chiesa quelle che si possono definire le parenti di San Gennaro: donne di origine popolare, provenienti dai quartieri del Molo Piccolo, che potevano parlare al busto del santo rivolgendogli implorazioni e sollecitazioni per non far tardare il miracolo. Il miracolo di San Gennaro avviene due volte all'anno, il 19 settembre e il sabato che precede la prima domenica di maggio. E' in base al tempo che il sangue impiega a liquefarsi che i napoletani traggono auspici sul futuro della propria città.
Museo del Tesoro di San GennaroSan Gennaro è il santo patrono di Napoli e gran parte della sua essenza, della sua storia, è racchiusa fra le mura del Museo del Tesoro a lui dedicato. I napoletani venerano e apprezzano profondamente il loro santo patrono e il Museo nasce proprio dalla necessità di esporre gli oggetti, i libri e le statue che gli appartenevano. Questo museo, che si trova nel Duomo di Napoli, è un'accurata esposizione di tutto quello che concerne la vita di San Gennaro. I pezzi sono esibiti su pedane o sono contenuti in teche, entrambe costituite di lamiere in ferro ossidate naturalmente, in modo che risulti evidente il netto contrasto la l'estrema umiltà dei sostegni e lo splendore delle opere esposte. Alla fine del percorso ipogeo vi è una rampa di scale che porta al piano superiore dove si accede alle Sacrestie sottoposte a recenti lavori di restauro conservativo, che hanno riconsegnato la bellezza originaria ai prestigiosi marmi,agli stucchi, alle pareti e alle volte affrescate.
Le origini del Museo di San GennaroL'edificazione di questo Museo non nasce da un'idea improvvisa ma da un'intenzione reale e già programmata da tempo. Il 13 gennaio del 1527 gli eletti della città di Napoli avevano già l'intenzione di realizzare un luogo adatto a custodire il reliquario di San Gennaro, ampliandolo gradualmente con opere che rispecchiassero in modo degno la personalità del grande patrono. Soltanto dopo vari secoli fu messo in atto un progetto concreto che ha condotto all'attuale concezione del museo. Il Museo del Tesoro si pone come un ponte, fatto di arte e fede, che si colloca tra i fedeli e il loro amatissimo San Gennaro.
Gli argentiNel Museo del Tesoro è possibile ammirare un percorso di meraviglie lungo sette secoli che è rimasto completamente intatto. Molti degli oggetti esposti attualmente, che costituiscono un esempio di pregiatissimo artigianato che parte dal XIII secolo, sono stati preservati e protetti dai numerosi saccheggi ed espropri che si sono susseguiti nel corso degli anni. Gli oggetti splendidi che sono esposti in questa sezione come calici, cestelli, pissidi, candelabri e le statue dei Santi Patroni, testimoniano l'eccezionale capacità di scultori e argentieri napoletani che hanno saputo conciliare la creatività alla sapienza tecnica. Gli argenti costituiscono una parte molto rilevante del cosiddetto Tesoro di San Gennaro perché queste antiche manifatture erano in gran parte sacre per il quotidiano uso liturgico.
Informazioni per la visita al Tesoro di San GennaroOrari di apertura: aperto tutti i giorni 9.00-17.00, i festivi 9.00-14.00. Aperto il 1 gennaio, a Pasqua, il lunedì in albis, il 15 agosto e il 25 dicembre.
Costo del biglietto: intero €6, ridotto €4.50. Gruppi minimo 15 persone €4.50 a persona con prenotazione e guida obbligatoria. Scolaresche € 3.50. Tutti i biglietti del Museo comprendono l'audioguida multilingua fino ad esaurimento scorte.
Come arrivare al Tesoro di San GennaroIl Museo si trova in Via Duomo ed è possibile raggiungerlo con la metropolitana linea 1 fermata “Cavour” o linea 2 fermata “Museo”.
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