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Museo Archelogico di Napoli-Parte 3Per avere informazioni su orari di apertura, costo del biglietto e mezzi di trasporto, leggi leggi la nostra pagina di introduzione al Museo Archeologico di Napoli. Dalla Magna Grecia alla Villa dei PapiriLa collezione include gran parte dei materiali rinvenuti negli scavi eseguiti nelle regioni meridionali del Regno borbonico che anticamente costituivano il territorio della Magna Grecia. Negli anni centrali del XIX secolo e poco dopo, tramite una mirata politica di acquisti di raccolte private, si formarono alcune delle più prestigiose raccolte del Museo: i vasi apuli, provenienti da Ruvo e Canosa, le oreficerie tarantine recuperate all'interno delle stesse tombe, le terrecotte figurate, le armature in bronzo, le pitture funerarie, le monete e le iscrizioni, queste ultime esposte nelle sezioni specifiche. Tra i nuclei collezionistici più importanti vi è la collezione Santangelo, formata tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento, da una famiglia che ebbe un ruolo fondamentale nell'amministrazione borbonica. L'esposizione ha inizio con i modelli in sughero dei templi di Paestum, realizzati tra il 1805 ed il 1822, e prosegue con i materiali della Lucania, con Poseidonia - Paestum. Tra i vasi è di notevole interesse la lekythos con Eracle nel giardino delle Esperidi, ad opera del ceramista pestano Assteas. Affascinanti sono anche le armature in bronzo che risalgono alla seconda metà del IV sec. a.C.
MosaiciNella prima sala della raccolta c'è un mosaico particolarmente degno di attenzione che rappresenta un cane alla catena da Pompei, due lastre ad intarsio dalla Casa dei Capitelli figurati di Pompei, con Menadi e Satiri in scene dionisiache, un'Afrodite che si allaccia il sandalo sempre da Pompei ed una vetrina in cui sono conservate due coppe in ossidiana dalla Villa detta di San Marco a Stabiae, con raffigurazioni di tipo egizio. La sala LVIII, oltre ad esibire le famose colonne a mosaico provenienti dalla omonima villa di Pompei, si contraddistingue per l'esposizione di diversi mosaici in pasta vitrea colorata, utiilizzati per il rivestimento murario di ninfei o fontane, e principalmente per ornare i pavimenti delle abitazioni romane: particolare attenzione merita quello con Frisso ed Elle, dalla Villa detta di San Marco a Stabiae, o la nicchia di ninfeo dalla Casa dello Scheletro di Ercolano. Nella sala successiva, la numero LIX, si possono apprezzare due tra i mosaici più antichi conservati nel Museo, ossia la "fattucchiera" ed i "musici ambulanti" dalla villa pompeiana detta di Cicerone.
PithekoussaiL'esposizione dedicata a Pithekoussai è stata inaugurata nel mese di dicembre del 1997, all'interno di un progetto che aveva l'intenzione di evidenziare l'evoluzione storica di alcuni importanti siti del territorio campano. L'allestimento, che è articolato su due sale al primo piano del Museo, segue la sezione destinata alla preistoria ed alla protostoria della Campania; l'insediamento, il primo della popolazione greca nella penisola ed in tutto l'Occidente mediterraneo, costituisce infatti un punto di svolta nell'evoluzione culturale del territorio regionale.
Plastico di PompeiIl plastico di Pompei, posto nella sala XCVI al primo piano del Museo, raffigura, in scala 1:100, l'aspetto della città vesuviana ricco di tutte le sue strutture e decorazioni, costituendo, per alcuni versi, l'unica documentazione esistente per la descrizione di alcune zone danneggiate dal trascorrere degli anni, o scomparse a causa di eventi bellici.
Preistoria e ProtostoriaIl percorso museale dell'attuale allestimento (1995), posto al primo piano del Museo, parte dalla sala CXXVII e prosegue, da un lato, in senso orizzontale, rappresentando la successione delle più antiche civiltà del golfo di Napoli e del suo retroterra, dall'altro in direzione verticale, tramite una scala situata al centro della sala CXXVII, in modo da effettuare un percorso a ritroso dall'età del Bronzo Medio e Recente all'Eneolitico, al Neolitico, al Mesolitico fino al Paleolitico. E' possibile iniziare la visita dalla sala CXXVII in cui si trova il materiale più antico originario del golfo di Napoli, quello rinvenuto nel 1906 presso l'Hotel Quisisana di Capri, che è collocabile cronologicamente nel Paleolitico inferiore Acheleuano (700.000 - 350.000 anni fa). Sempre da Capri arrivano le più importanti testimonianze del Neolitico Medio del golfo napoletano, in particolare i materiali della Grotta delle Felci (5.000 anni fa). Il periodo dell'Eneolitico è delineato soprattutto dai reperti delle necropoli della cultura del Gaudo dalla località Trinità di Piano di Sorrento e dal rione Materdei di Napoli. Sono inoltre esibiti oggetti eneolitici da Licola, Montagna Spaccata di Quarto e Monte Sant'Angelo, mentre la documentazione della Media Età del Bronzo proviene dall'isolotto di Vivara. Successivamente ci sono poi i reperti della prima Età del Ferro (900 - 750 a.C.) provenienti da Capua.
Suppellettili in bronzoIn questa sezione allestita recentemente è esposta una selezione del vasellame in bronzo rinvenuto principalmente nei centri vesuviani di Pompei ed Ercolano. Il mondo romano ha restituito una grande quantità di prezioso vasellame bronzeo. Tempio di Iside Nelle sale LXXIX - LXXXII e LXXXIV del Museo è stato risistemato il meraviglioso arredo del Tempio di Iside a Pompei rinvenuto tra il 1764 ed il 1766.
VetriLa collezione dei vetri del Museo, costituita da circa quattromila esemplari, comprende principalmente gli oggetti provenienti dagli scavi di Ercolano e Pompei. Tra il materiale pervenuto vi sono numerosi vetri da Pozzuoli (collezione Gargiulo e raccolta di Monsignor Rosini, vescovo di Pozzuoli), urne cinerarie da Nola (collezione Vivenzio), grandi piatti e balsamari in vetro policromo dagli ipogei ellenistici di Canosa.
Villa dei PapiriQuesta sezione, comprendente busti, erme, statue e teste in bronzo e marmo provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, fu inaugurata nel 1973, ed è collocata al primo piano del Museo. La Villa dei Papiri, una delle più prestigiose e maestose ville romane mai esplorate, fu ritrovata per volere di Carlo di Borbone.
ArgentiNel Museo Archeologico Nazionale di Napoli è custodita la più grande collezione oggi esistente di argenti romani provenienti principalmente da Pompei ed Ercolano. Tra gli oggetti è possibile ammirare: vasellame per bere (argentum potorium) comprendente kantharoi, skyphoi, kalathoi, vasellame da mensa (argentum escarium), che include vassoi, patere, piatti, phialai, ma anche oggetti da toletta (argentum balneare), come specchi e spilloni. E' veramente sorprendente la lucentezza di molti esemplari, resa possibile dall'antico uso di conservare gli argenti ed i bronzi avvolti in panni di lana o stoffe di tela, così da evitare le alterazioni causate dal contatto con l'aria.
Oggetti di uso quotidiano in bronzoIl Museo Archeologico Nazionale di Napoli custodisce certamente la collezione più abbondante e varia di oggetti usati nella realtà quotidiana, consentendo al visitatore di ricostruire mentalmente l'arredo e le suppellettili delle case antiche. |
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