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Napoli, Chiesa e Piazza del Gesù

 

La Piazza e la Chiesa del Gesù Nuovo

La Chiesa del Gesù Nuovo è il più importante esempio del barocco napoletano. Questa famosa chiesa napoletana è stata edificata verso la fine del Cinquecento nella zona destinata ad uno dei palazzi dei duchi di Santaseverina. Chiamata così per differenziarla da un altro tempio dedicato al Cristo, che poi fu subito denominato del Gesù Vecchio.

Lo stile ibrido con cui è stata progettata la chiesa, fece si che l'architetto Valeriano, responsabile del progetto, fu accusato di aver eseguito i disegni imitando le opere che Bramante e Michelangelo avevano realizzato a Roma. La facciata è molto caratteristica, in bugnato (pietre appuntite) con tre grandi portali, ciascuno dei quali relativo a una delle tre navate interne. La luce filtra attraverso tre grandi finestroni, fra cui quello centrale che sostituisce il classico rosone.

 

L'interno del Gesù Nuovo è sontuoso con tantissime decorazioni policrome e marmi preziosi. In tutto vi sono undici cappelle laterali con altrettanti altari, anch'essi ricchi di decorazioni. Gli affreschi sono veramente splendidi, quelli della sagrestia sono di Aniello Falcone, quelli della volta di Antonio Vaccaro e Massimo Stanzione, mentre quello che si estende su tutta la parete d'entrata, la "Cacciata di Eliodoro dal tempio", è di Francesco Solimena.

Ma ciò che rapisce completamente gli occhi all'interno della Chiesa del Gesù Nuovo è l'altare maggiore, un vero gioiello prezioso, innalzato nel 1854. Al centro si delinea la maestosa statua della Vergine adagiata su un grande globo con affianco sei imponenti colonne di alabastro colorato. Alla base vi sono tre bassorilievi in bronzo, tra cui in evidente mostra la riproduzione dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, e otto medaglioni bronzei a forma di conchiglia con altrettanti busti di santi. Da notare anche i due coretti laterali e le due cantorie con i grandi organi.

 

Il medico santo: San Giuseppe Moscati

Nella cappella della Visitazione si celebra il culto di San Giuseppe Moscati, ricercatore, medico e docente universitario, canonizzato da Giovanni Paolo II il 25 ottobre del 1987. Le spoglie del santo erano state conservate nel Cimitero di Poggioreale ma, dopo molte polemiche, furono trasferite nella Chiesa del Gesù Nuovo, dove Moscati si raccoglieva in preghiera ogni mattina prima di cominciare la giornata di lavoro.

I suoi resti mortali furono collocati in un'urna bronzea realizzata da Amedeo Garufi proprio per questo scopo. Sulla fronte principale dell'urna ci sono tre bassorilievi che rappresentano dei momenti significativi della vita del giovane medico, morto a soli 47 anni. Nel 1990 Pier Luigi Sopelsa realizzò una statua in bronzo del Santo che rende la sua figura presente ai fedeli che credono molto nelle sue grazie: in questa cappella sono presenti una serie molto numerosa di ex-voto, figure che rappresentano diverse parti del corpo, che la gente gli ha offerto come omaggio per la grazia ricevuta.

 

I segni misteriosi del Gesù Nuovo

Durante il periodo rinascimentale vi erano a Napoli alcuni "esperti" della pietra che si credeva avessero il potere di caricarla di energia positiva per allontanare le negatività. I singolari segni incisi che si possono osservare sulla facciata, ai lati delle bugne, hanno la forma di punte di diamante e sembra che, data la loro sequenza particolare, lascino intuire una misteriosa chiave di lettura. La particolare leggenda che ruota intorno alla speciale struttura della facciata racconta che chi ha fatto costruire questo palazzo, che si suppone sia Roberto Sanseverino, si sia servito di maestri pipernieri, esperti anche di segreti esoterici ed in grado di caricare positivamente le pietre. I simboli occulti posti sulle piramidi della facciata sono legati alle arti magiche o all'alchimia e avevano il compito di dirigere tutte le energie positive e benevoli dall'esterno verso l'interno. A causa dell'inesperienza o addirittura della cattiva fede dei costruttori, queste pietre segnate furono posizionate in modo scorretto e l'effetto fu l'opposto di quello desiderato: tutto il magnetismo positivo veniva riversato dall'interno verso l'esterno della struttura lasciando ampio spazio alla caduta di sciagure sul luogo. In questo modo un po' bizzarro si spiega il motivo per cui, nel corso del tempo, si siano abbattute così tante sventure su questo edificio: dalla requisizione dei beni ai Sanseverino, alla demolizione del palazzo, all'incendio della chiesa, fino ai molteplici crolli della cupola e alle diverse cacciate dei Gesuiti.

 

L'Obelisco dell'Immacolata

La Guglia barocca dell'Immacolata è il più celebre fra gli obelischi di Napoli e si trova a piazza del Gesù Nuovo, praticamente di fronte alla chiesa. L'obelisco fu innalzato nel XIII secolo per ordine dei Gesuiti secondo il progetto di Giuseppe Genuino, grazie ad una raccolta pubblica di soldi promossa da Padre Pepe.

La sua costruzione al centro della piazza suscitò le reazioni negative del duca di Monteleone che temeva che la struttura potesse crollare sulla facciata del suo palazzo nel caso di un terremoto. Il monumento è rivestito da sculture marmoree di Matteo Bottigliero e Mario Pagano. Alla sommità della guglia vi è la caratteristica statua dell'Immacolata. Con la ricorrenza dell'Immacolata, l'8 dicembre, la folla si raduna ai piedi di questo monumento per ammirare il momento in cui i pompieri posano sul capo della Madonna la corona di fiori.

 

Tra la vita e la morte

Una strana leggenda, insieme alle credenze popolari, vede nella statua dell'Immacolata Concezione una figura che và ben oltre ciò che è palesemente visibile a tutti. Pare che soltanto in alcuni momenti del giorno, grazie ad un particolare gioco di luci ed ombre, ma anche ad una speciale prospettiva, si possa intravedere in questa statua l'immagine della morte. Mettete alla prova il vostro sguardo e osservate la statua da dietro: il risultato potrebbe sorprendervi.

 

Piazza del Gesù

E'una delle piazze più importanti di Napoli la cui struttura non è frutto di un disegno ben definito, ma è il risultato del continuo ampliamento della città verso occidente cominciato in epoca altomedioevale. Piazza del Gesù può essere considerata come la giuntura tra la città antica greco-romana e quella sviluppatasi nel Settecento. Nell'epoca angioina in questa piazza era posta la porta di ingresso alla città, ma nella prima metà del 1500 fu trasportata in prossimità dello sbocco della nuova via Toledo, che era il vero e proprio fulcro dello sviluppo urbano. Attualmente potremmo dire che questa piazza non dorme mai: durante la giornata è animata dai giovani universitari che si intrattengono qui per una chiacchiera o una breve pausa caffé prima di ritornare a seguire i corsi, di notte è sveglia fino a tardi grazie ai tantissimi ragazzi che scelgono di gustarsi una birra all'aperto godendo del clima mite di questa città.

 

Come arrivare in Piazza del Gesù

La Chiesa e la Piazza del Gesù nuovo si trovano nel centro di Napoli, lungo i percorsi turistici più frequentati. La fermata della Metro Linea 2 più vicina è Montesanto.

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