La Tate Modern a Londra
Da centrale termoelettrica a centro mondiale di arte moderna
Sono bastati solo pochi anni per fare del Tate Modern una delle gallerie di arte moderna e contemporanea più conosciute ed apprezzate al mondo. Il Tate propone infatti, una raccolta di opere fortemente rappresentative delle tendenze artistiche più significative degli ultimi due secoli e dei loro protagonisti.
La giovane Galleria inglese non ha assolutamente niente da invidiare al MoMa di New York o al Musée National d’Art Moderne di Parigi. Ogni anno, milioni di appassionati del Surrealismo, della Pop Art, del Minimalismo, dell’Espressionismo astratto, dell’Arte concettuale, visitano l’immenso museo dove possono ammirare le eccellenze di una collezione che vanta la presenza dei maggiori artisti del XX secolo. La galleria dedicata all’arte del Novecento, ha ottenuto un così forte successo di pubblico (quasi 5 milioni di visitatori all’anno) tale da rendere necessario un ampliamento della superficie espositiva, tutt’ora in corso di realizzazione, che porterà alla creazione del Tate Modern 2.
Originale e scenografica la sede del Tate Modern, ricavata dentro la struttura di una ex centrale termoelettrica sulle rive del Tamigi e inaugurata nel 2000. Un edificio imponente in mattoni rossi caratterizzato da una ciminiera alta 99 metri e da enormi finestre verticali, trasformato anche mediante un uso sapiente degli spazi e della luce, in un grosso contenitore degno della collezione che racchiude. La Galleria conserva infatti, l’ex sala delle turbine, oggi grandioso ingresso del complesso museale occupato, una volta l’anno, da un’opera commissionata dal Tate ad un artista contemporaneo, e i cinque piani su cui si articola l’esposizione. Al terzo e al quinto piano sono esposte permanentemente le opere dei più grandi artisti dei principali movimenti del XX sec. come Modigliani, De Chirico, Picasso, Boccioni, Pollock, Warhol, Duchamp. Il secondo e il quarto ospitano invece, le sale dedicate alle mostre temporanee. Oltre alle gallerie espositive, c’è spazio anche per i negozi, una caffetteria, un auditorium, spazi lettura, un ristorante posto nella struttura in vetro aggiunta in fase di ristrutturazione, dal quale peraltro si gode un bellissimo panorama sul fiume e sul Millennium Bridge. Un museo di arte moderna non poteva di certo trovare collocazione migliore!
Alla scoperta dell’arte tra montagne di stracci, zuppe in lattina e oscuri triangoli amorosi
La collezione in mostra permanente al Tate è organizzata per temi che rispecchiano altrettanti generi artistici, al fine di favorire una maggiore comprensione delle opere d’arte, sottolineando legami e nessi tra opere apparentemente lontane. Si tratta dunque di allestimenti dinamici, soggetti pertanto a cambiamenti periodici. Attualmente, le aree tematiche sono:- Poetry and Dream
- Energy and Process
- New Documentary forms
- States of flux
Poetry and Dream
Nella prima sezione viene mostrato come l’arte contemporanea si riconnette all’arte del passato offrendone nuove intuizioni. La sala è dedicata al Surrealismo ma anche a quegli artisti che se ne sono allontanati o ne hanno esplorato i temi comuni giungendo però, ad interpretazioni diverse. Da non perdere le opere di De Chirico, Mirò, Magritte, Picasso.
Energy and Process
La seconda area racconta invece, gli artisti che trasformano materiali di ogni tipo, anche banali destinandoli ad usi piuttosto improbabili. Una certa attenzione è dedicata alle sculture realizzate non con i classici materiali ma bensì con materiali di tutti i giorni, persino industriali e organici. Una per tutte, la “Venus of the Rags” di Michelangelo Pistoletto, creata per polemizzare sul consumismo degli anni ’80.
New Documentary forms
La terza sezione racconta, attraverso cinque artisti contemporanei, il potere e il valore documentario della fotografia.
States of flux
Infine, l’ultima sezione ha per oggetto i movimenti avanguardisti del Cubismo, Futurismo, Vorticismo con i loro esponenti alla ricerca di un nuovo linguaggio per rappresentare la complessa realtà della vita moderna. Non manca uno sguardo alla Pop Art che ha unito la cultura alta e bassa, il commercio e l’arte in visioni forti, talvolta anche molto critiche dell’era consumistica del dopoguerra.



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