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La East Side Gallery di Berlino

Quel che resta di un muro di dolore e rabbia.

Dal 1961 al 1989 la città di Berlino fu divisa dal Muro, una barriera di cemento armato lunga 155 metri, alta 4, la cui funzione era quella di separare la parte occidentale della città tedesca, controllata da Stati Uniti, Regno Unito e Francia da quella orientale filosovietica della Germania Democratica (DDR).

Il “muro di protezione antifascista”, come veniva ufficialmente chiamato dalla propaganda socialista, serviva ad impedire la fuga dei cervelli e della manodopera dal settore sovietico verso quello occidentale in cerca di in un futuro più redditizio e più libero, nel tentativo di porre rimedio alla crisi economica che tale emigrazione comportava (tra il 1949 e il 1961 circa 2,6 milioni di tedeschi dell’Est passarono ad Ovest).

La costruzione del Muro avvenne in tempi rapidissimi, in una sola notte (12 agosto 1961) il volto della città cambiò; in breve tempo interi quartieri furono spaccati a metà ed intere famiglie furono crudelmente divise. Il Muro non divideva solo Berlino ed il popolo tedesco, era il simbolo della divisione politica ed ideologica del mondo in due sfere, quella americana e quella sovietica. Bisognerà aspettare 28 anni prima di vedere la Germania nuovamente unita. E durante quegli anni ben 136 persone morirono cercando di fuggire a Berlino Ovest.

muro di berlino east side gallery
Un tratto di Muro di Berlino. Foto di zak mc.

Il 9 novembre 1989, sulla scia del cambiamento nella politica dell’Unione sovietica e del nuovo clima di distensione globale, esponenti del governo della DDR annunciarono che i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine. Rapidamente migliaia di persone si riunirono ad Est davanti al muro, altre migliaia si diressero ai checkpoint, in attesa di passare dall’altra parte.

Di lì a poche ore la speranza dei berlinesi divenne una gioiosa realtà, il tempo della separazione era finito. Nei giorni e nelle settimane successive il muro cadde sotto i colpi dei martelli e dei picconi dei berlinesi.

East Side Gallery: quel che resta del Muro

Del Muro di Berlino non ne restano che pochi frammenti. Il tratto continuo più lungo (1,3 km.) si trova in Mühlenstrasse a Friedrichshain, nella ex Berlino Est, a tutti noto come East Side Gallery, l’esposizione d’arte all’aperto più grande del mondo ma anche una delle poche testimonianze della recente storia tedesca.

Nel 1990, artisti di varie nazionalità armati di bombolette spray e pittura, celebrarono la caduta del muro decorando quel che ne rimaneva con oltre cento coloratissimi murales. Non semplici dipinti ma un vero e proprio inno alla libertà e alla democrazia, l’esteriorizzazione della gioia e dell’euforia popolare di quei giorni attraverso colori, slogan e visioni artistiche. Un’opera di grande valore storico e simbolico posto sotto tutela monumentale dal governo tedesco. Fra i numerosi graffiti, alcuni fra essi sono diventate opere conosciute in tutto il mondo, come ad esempio “The Mortal Kiss” che raffigura il bacio sulla bocca che Honecker e Breznev si scambiarono nel 1979, e “Test the best” in cui una Trabant (l’auto- simbolo dell’ex Germania dell’Est) sfonda il Muro.

Purtroppo, nel corso degli anni intemperie, inquinamento, mania del souvenir, scritte, hanno danneggiato i murales e sgretolato il muro. Per evitare la completa distruzione di questo monumento alla memoria, in occasione del ventesimo anniversario della caduta del Muro (2009), è la East Side Gallery ha subito una meticolosa ristrutturazione alla quale hanno partecipato quasi tutti i creatori degli originali murales. Oggi i dipinti sono tornati a nuovo, splendidi affreschi urbani ricchi di colore e, soprattutto di significato.

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