Itinerari Art Nouveau a Bruxelles
Itinerari tra sogno e originalità
Bruxelles è una delle città più rappresentative dell’Art Nouveau, lo stile che, soprattutto dal punto di vista architettonico, l’ha caratterizzata dalla fine del XIX secolo ai primi anni Venti. La capitale belga può considerarsi la patria europea di quella che fu una vera e propria rivoluzione estetica che ha lasciato qui il suo segno nell’arte e nell’architettura.
Un’architettura che tra fine ‘800 e inizio ‘900 acquisì una dimensione urbana, forgiando e contrasse-gnando interi quartieri della città, dalle residenze borghesi agli edifici pubblici come dimostrano i decori floreali, i balconi esagonali, i mosaici, le vetrate colorate che ornano le facciate delle bellissime costruzioni disseminate nella città.
I quartieri (allora) periferici di Ixelles, Saint-Gilles, des Squares, sono ricchissimi di testimonianze del virtuoso rinnovamento che interessò la città e che spingeva artisti, commercianti, ricca borghesia a voler abitazioni che seguissero la moda del momento. La nuova tendenza artistica si distinse per una nuova interpretazione dei concetti architettonici di spazio, linee e colori e per un utilizzo innovativo dei materiali come il ferro battuto, il legno, il vetro, affinché vi fosse coerenza tra struttura e decorazione, equilibrio tra facciata esterna e arredamento interno.

La Maison Van Eetevelde a Bruxelles.
Inoltre, traendo ispirazione dalla natura e dal corpo femminile, l’”arte nuova” conferì agli edifici un aspetto dolce, quasi fiabesco benché ricco di forme e dettagli, sintesi di un giusto equilibrio per creazioni originali di grande perfezione. Bruxelles vanta veri e propri gioielli di Art Nouveau, frutto della genialità di architetti come Victor Horta, le cui opere, molte delle quali tuttora visibili, hanno fatto della città belga una delle capitali indiscusse di questo stile inconfondibile.
Victor Horta: il mago dell’Art Nouveau
A Bruxelles, la stagione dell’Art Nouveau inizia nel 1883 quando Horta progettò la dimora per il professore Emile Tassel (rue Janson 6), che è considerata il manifesto della nuova corrente artistica, a cui seguì la Maison Autrique (Chausée de Haecht 266), restaurata e riaperta al pubblico nel 2005 come edificio storico e sede museale.
Poi fu la volta della Maison Solvay (avenue Louise 224) e della Maison Van Eetevelde (avenue Palmerston 2-4-6). Nelle sue abitazioni, Horta introduce la grande varietà dei colori negli interni, esalta il gioco naturale della luce dentro l’edificio, utilizza materiali propri dell’architettura industriale (ferro, ghisa, acciaio), trasforma la struttura metallica da strumento di supporto ad elemento ornamentale, arricchisce le facciate di finestre e vetrate, logge e balconi.
La Maison Horta
Imperdibile per i suoi giochi di curve, luci e decorazioni interne, la Maison Horta in rue Américaine 23-25, dove tutto, dalla struttura architettonica al minimo elemento di arredo, è 100% Art Nouveau. Costruita nel 1899 dallo stesso Horta per farne residenza e studio insieme, la casa – museo dell’artista è stata inclusa nell’elenco dell’UNESCO dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Edificio di grande bellezza e raffinatezza, la Maison è l’espressione più completa dello stile personalissimo di Horta, la cui caratteristica principale è, da un lato, l’impiego armonioso della linea curva sia nel profilo generale della facciata sia nei dettagli degli interni.
Scale della Casa-Museo Horta.
Dall’altro, la ricerca accurata di unità di stile tra la decorazione dei muri esterni, delle pareti interne, dei pavimenti, del mobilio; il tutto avvolto dalla calda luce filtrata dalla vetrate che immerge ogni cosa in un’atmosfera irreale, al limite del sogno. Altri capolavori di Horta sono i Magazzini Waucquez, nel cuore di uno dei quartieri più vecchi della città, che dal 1989 ospitano il Centro Belga dei Fumetti, il Palais des Beaux-arts e il salone centrale della stazione ferroviaria.






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